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SUMMARY:"CREDERE ALLA PAZIENZA E ALL'INDULGENZA DI DIO"
DESCRIPTION:DOMENICA 19 LUGLIO 2020 - "IL REGNO DEI CIELI E' SIMILE AL LIEVITO" (Mt 13,
 33)\n\nCREDERE ALLA PAZIENZA E ALL'INDULGENZA DI DIO\n\nDi fronte al male, 
 Gesù, anche noi non finiamo di meravigliarci e talvolta ci domandiamo come 
 sia possibile che esso \nraggiunga le realtà umane più nobili, più grandi e
  più sante, con effetti terribili, devastanti.\n\nSpesso ce ne accorgiamo s
 olo quando è già abbastanza cresciuto e quindi viene finalmente identificat
 o. E spesso ci \nafferra la voglia di colpire, di sradicare, di togliere di
  mezzo.\n\nTu ci domandi di non assecondare quello che passa facilmente den
 tro di noi, ma di attendere il tempo della mietitura. \nPerché? Perché ci p
 otrebbe accadere, anche se con le migliori intenzioni, di produrre danni ir
 reparabili.\n\nTu ci inviti a non produrre facilmente sentenze rapide ed in
 appellabili, a non tranciare con eccessiva fretta. Perché tu \nconosci la n
 ostra esistenza e sai che anche la peggiore zizzania potrebbe cambiare e do
 nare un frutto buono, perché \ntu continui ad offrirci la tua misericordia 
 nell’attesa che il nostro cuore si converta a te.\n\nGrazie, Signore, per i
 l tuo modo saggio e amorevole di considerare le cose, per la tua pazienza n
 ei nostri confronti. In \nfondo è bello sapere che anche quando abbiamo ver
 amente seminato zizzania, nulla ci impedisce di mutare subito e \ndi deporr
 e del seme buono.\n\nRoberto Laurita\n\n\nCREDERE ALLA PAZIENZA E ALL'INDUL
 GENZA DI DIO\n\nNelle letture bibliche proposte nella liturgia di oggi ci s
 ono due temi che s’intrecciano: la potenza e la debolezza, ciò \nche si ved
 e e quello che, in un modo insperato, cresce e si sviluppa. Dio si mostra c
 on questo duplice volto.\n\nIl brano del vangelo, con le parabole del buon 
 seme, del granello di senape e del lievito, ci rivela che il Regno, \nche G
 esù è venuto ad inaugurare sulla terra, e qualcosa di invisibile, che sfugg
 e alla limitatezza dello guardo umano. \nC’è, ma il suo effetto lo si capis
 ce “dopo”: cresce, fa fermentare, ma è necessario attendere con pazienza l’
 opera di Dio, \nche può trasformare anche la zizzania in una spiga di grano
 . L’essenziale è aver fede.\n\nLa prima lettura, tratta dal libro della Sap
 ienza, spinge a contemplare la “dolce” prospettiva che c’è sempre una porta
  \nin più che Dio sa aprire e il credente deve ricordarsene. La “buona sper
 anza” è quella di pentirsi, dopo il peccato. E questo \nsignifica che Dio, 
 pur mostrandosi con forza e potenza nei confronti dell’uomo, sa giudicare c
 on mitezza.\n\nUna mitezza che è anche frutto dello Spirito del Risorto e l
 ’apostolo Paolo, nella seconda lettura, ce ne ricorda l’azione\nconsolante 
 e vivificante. Egli intercede presso il Padre e ci aiuta nella nostra diffi
 coltà. Suggerisce non le parole, ma i desideri\ninteriori, in modo che noi,
  in Gesù stesso, sappiamo cosa chiedere, come domandare, cosa ottenere.\n\n
 I vostri Sacerdoti \n\n\n
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p><span style="color: #000000;">DOMENICA 19 LUGLIO 2020 - <strong>"IL REGN
 O DEI CIELI E' SIMILE AL LIEVITO"</strong> (Mt 13,33)<br /><br /><strong><s
 pan style="color: #ff0000;">CREDERE ALLA PAZIENZA E ALL'INDULGENZA DI DIO</
 span><br /><br /></strong>Di fronte al male, Gesù, anche noi non finiamo di
  meravigliarci e talvolta ci domandiamo come sia possibile che esso <br />r
 aggiunga le realtà umane più nobili, più grandi e più sante, con effetti te
 rribili, devastanti.<br /><br />Spesso ce ne accorgiamo solo quando è già a
 bbastanza cresciuto e quindi viene finalmente identificato. E spesso ci <br
  />afferra la voglia di colpire, di sradicare, di togliere di mezzo.<br /><
 br />Tu ci domandi di non assecondare quello che passa facilmente dentro di
  noi, ma di attendere il tempo della mietitura. <br />Perché? Perché ci pot
 rebbe accadere, anche se con le migliori intenzioni, di produrre danni irre
 parabili.<br /><br />Tu ci inviti a non produrre facilmente sentenze rapide
  ed inappellabili, a non tranciare con eccessiva fretta. Perché tu <br />co
 nosci la nostra esistenza e sai che anche la peggiore zizzania potrebbe cam
 biare e donare un frutto buono, perché <br />tu continui ad offrirci la tua
  misericordia nell’attesa che il nostro cuore si converta a te.<br /><br />
 Grazie, Signore, per il tuo modo saggio e amorevole di considerare le cose,
  per la tua pazienza nei nostri confronti. In <br />fondo è bello sapere ch
 e anche quando abbiamo veramente seminato zizzania, nulla ci impedisce di m
 utare subito e <br />di deporre del seme buono.<br /><br /><strong><span st
 yle="color: #0000ff;">Roberto Laurita</span><br /><br /><br /><span style="
 color: #ff0000;">CREDERE ALLA PAZIENZA E ALL'INDULGENZA DI DIO</span><br />
 <br /></strong>Nelle letture bibliche proposte nella liturgia di oggi ci so
 no due temi che s’intrecciano: la potenza e la debolezza, ciò <br />che si 
 vede e quello che, in un modo insperato, cresce e si sviluppa. Dio si mostr
 a con questo duplice volto.<br /><br />Il brano del<strong> vangelo</strong
 >, con le parabole del buon seme, del granello di senape e del lievito, ci 
 rivela che il Regno, <br />che Gesù è venuto ad inaugurare sulla terra, e q
 ualcosa di invisibile, che sfugge alla limitatezza dello guardo umano. <br 
 />C’è, ma il suo effetto lo si capisce “dopo”: cresce, fa fermentare, ma è 
 necessario attendere con pazienza l’opera di Dio, <br />che può trasformare
  anche la zizzania in una spiga di grano. L’essenziale è aver fede.<br /><b
 r />La <strong>prima lettura</strong>, tratta dal libro della Sapienza, spi
 nge a contemplare la “dolce” prospettiva che c’è sempre una porta <br />in 
 più che Dio sa aprire e il credente deve ricordarsene. La “buona speranza” 
 è quella di pentirsi, dopo il peccato. E questo <br />significa che Dio, pu
 r mostrandosi con forza e potenza nei confronti dell’uomo, sa giudicare con
  mitezza.<br /><br />Una mitezza che è anche frutto dello Spirito del Risor
 to e l’apostolo Paolo, nella <strong>seconda lettura</strong>, ce ne ricord
 a l’azione<br />consolante e vivificante. Egli intercede presso il Padre e 
 ci aiuta nella nostra difficoltà. Suggerisce non le parole, ma i desideri<b
 r />interiori, in modo che noi, in Gesù stesso, sappiamo cosa chiedere, com
 e domandare, cosa ottenere.<br /><br /><span style="color: #000000;"><span 
 style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #0000ff;">I vostri Sace
 rdoti</span><span style="color: #000000;"></span><span style="color: #00000
 0;"></span><span style="color: #000000;"></span></strong><span style="color
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 ong><br /><br /></strong></span></p>
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