CURA PER ESSERE FELICI
Da qualche anno una povera signora aveva perduto il suo unico figlio e non riusciva a darsi pace. Decise di consultare un monaco, famoso per la sua abilità di confezionare medicine con elementi naturali. Questi viveva solitario, in una grotta profonda e in continua preghiera. La disgraziata signora si avvicinò al saggio e gli domandò: "Quale medicina o quale preghiera potrebbe suggerirmi per liberarmi dalla mia tristezza"? E qui raccontò la sua disgrazia. "Cara signora -le rispose il santo vegliardo- deve portarmi qualche seme di senapa, o di insalata o di carota, magari uno solo, ma raccolto nell'orto di una famiglia che non abbia mai conosciuto la tristezza. Con questo io le farò la medicina che la libererà dal suo male".
L'infelice signora si mise subito in cammino alla ricerca di una casa ideale, immune da disgrazie. Bussò alla porta di una simpatica villetta, solitaria, circondata da alberi e rallegrata da cori di tanti uccellini: "Scusatemi tanto, ma ho bisogno di ... da una famiglia che non abbia conosciuto disgrazie".
"Mi dispiace, cara signora, ma lei ha sbagliato porta". E qui, giù di seguito, un rosario di calamità da far crepare il cuore.
All'udire tanta sofferenza, la donna si commosse fino alle lacrime e si adoperò in ogni modo per consolare quell'anima infelice. Poi continuò la sua ricerca. Quand'ecco apparirgli una bella casetta dai colori vivaci, simbolo della voglia di vivere. Chiese subito: "Sto cercando un luogo dove non sia mai entrata la tristezza". Ma, purtroppo, anche qui miserie e dolori! Siccome lei andava toccando con mano come la sua disgrazia, in fin dei conti, era meno pesante di quelle che ascoltava, si sentiva in grado di fermarsi, per ascoltare e consolare.
E così di seguito, sia che si trovasse in casa di ricchi o di poveri, in palazzoni o in baraccopoli, dovunque erano disgrazie sopra disgrazie.
Da quel giorno la nostra cara signora aveva trovato un lavoro nuovo e, contenta di poter consolare tante persone, si scordò che stava cercando qualche cosa e si dimenticò anche della sua malattia.
Curando il dolore del prossimo aveva sconfitto il suo.
P. Mario Zanella