La quercia e la rosa


In un giardino vivevano, in mezzo ad altri alberi,
cespugli, fiori e profumate aiuole, una quercia ed
una rosa.
La quercia era un albero maestoso e i suoi rami
poderosi sembravano una corona che si allargava
possessiva sulle umili piante del giardino.
La rosa era uno stelo con poche foglie verdi e
molte acuminate spine scure. Aveva un'aria anemica
e sembrava sempre sul punto di appassire.
La quercia prosperosa si divertiva ad umiliarla:
«Sei solo un patetico ramoscello spinoso».
Quando soffiava il vento, il grande albero aveva
imparato a far vibrare le sue innumerevoli foglie per
modulare suoni, sibili vagamente esotici e graziose
armonie.
Tutto questo riempiva d'orgoglio la quercia.
«lo sono un'orchestra!» tuonava. «Riempio il cielo
di sublimi sinfonie. Non come questo squallido
stecco che non sa far nulla! A che serve una rosa?».
La rosa, timida e spaurita, taceva.
Ma quando venne maggio, fiorì.
Tutto il giardino scoppiò in un lungo, sincero e
caloroso applauso.
Molte persone hanno bisogno di fingere di essere
diversi, di apparire più forti di quello che
sono. Per voler essere quello che non sono.
I fiori semplicemente fioriscono.