Due cavalieri

C'erano una volta due arditi e coraggiosi cavalieri.
Avevano affrontato battaglie, avventure rischiose e
messo a repentaglio la vita al soldo di molti signori.
Una sera, uno dei due, guardando il sole che tramontava,
disse: «Mi resta un'ultima impresa».
«Che cosa?».
«Voglio salire sulla montagna dove abita Dio».
«Perché?»
«Voglio sapere perché ci carica di pesi e fardelli
gravosi per tutta la vita e continua a pretendere sempre
di più, invece di alleggerire il nostro carico, ogni
tanto almeno» disse amaro il primo cavaliere.
«Verrò con te. Ma io penso che Dio sappia quello
che fa» concluse l'altro.
Il viaggio fu lungo e faticoso. Giunsero al monte di
Dio. Salivano in silenzio, accanto ai cavalli perché il
sentiero era ripido e tormentato. Già si intravedeva la
sommità della montagna nella nebbia, quando una
voce tuonò dall'alto: «Prendete con voi tutte le pietre
che trovate sul sentiero!».
«Lo vedi?» protestò il primo cavaliere. «È sempre
la stessa storia! Dopo tutta questa fatica, Dio ci vuole
oberare ancora. lo non ci sto più al suo gioco!». E
tornò indietro.
L'altro cavaliere invece fece quello che la voce
aveva ordinato.
Ci mise molto tempo e l'erta fu penosa. Ma quando
il primo raggio di sole del giorno le sfiorò, le pietre
ammassate sul cavallo e sulle braccia escoriate del
pio cavaliere brillarono di luce limpidissima.
Si erano trasformate in splendidi diamanti di
inestimabile valore.
Signore, faccio più domande di quante ne fai tu.
Credo che il rapporto sia di dieci a uno.
Io chiedo:
Perché permetti la sofferenza?
Per quanto tempo posso sopportarla?
Che scopo ha?
Hai dimenticato di essere misericordioso.
Ti ho stancato?
Ti ho offeso?
Mi hai rigettato?
Dove ho perso la tua guida?
Quando mi sono smarrito?
Vedi la mia totale disperazione?
Tu mi chiedi:
Hai fiducia in me?