Domenica 01 ottobre 2023: un giorno particolare per tutte le coppie di Sposi
che hanno festeggiato questo importante traguardo di vita insieme.
Quest'anno la festa dei Lustri e Anniversari di Matrimonio si è svolta domenica 01 ottobre 2023 presso la Chiesa Santa Maria Assunta di Montebello Vicentino per tutti gli Sposi che hanno festeggiano i 5- 10 .... 50 – 55 – 60 ..... anni di cammino insieme.
La celebrazione presieduta da Don Guido ha visto la partecipazione di molte coppie. Noi del Gruppo Sposi, con l'aiuto del Coro "Cantemus Vitam" che con i preziosi canti ha contribuito a coinvolgere l'assemblea, abbiamo animato la Santa Messa.
Don Guido, durante l’omelia, ha sottolineato che questo giorno ci aiuta a celebrare e a rinnovare il “SI”, segno di comunione, che gli Sposi hanno manifestato nel giorno del loro matrimonio davanti a Dio e alla Comunità.
E i lustri sono qui a ricordarci che oltre alle parole contano i fatti del cammino fatto insieme, tra gioie e difficoltà. Nella vita di ogni persona, di ogni coppia, è importante la dignità e se questa non c’è le parole non servono a nulla.
Pensiamo di metterci a posto con le comunicazioni e le parole, ma sono i fatti che dicono veramente cosa c’è nel nostro cuore, è nei fatti che c’è cosa dice il tuo cuore.
Ricordare il vostro anniversario vuol dire dare importanza non solo a quel giorno ma ad ogni giorno in cui siete riusciti a rinnovare le promesse matrimoniali parlandovi nei piccoli gesti quotidiani, dove avete espresso il vostro “SI”. Magari le parole le possiamo trovare dentro di noi ma i fatti no, quelli vanno costruiti momento per momento. E’ così che il Vostro Amore diventa testimonianza, frutto di un confronto con chi si ha davanti.
Dobbiamo avere la forza di credere, il desiderio di pregare insieme, per ricominciare quando le difficoltà ci impediscono di vedere o trovare una soluzione, quando un tradimento o una separazione possono allontanarci, per costruire e ricostruire nel momento in cui la sofferenza viene a farci visita.
Vivere la fedeltà del matrimonio cristiano vi ha aiutato ad arrivare fin qua. Ecco allora che il “SI” detto quel giorno ha ancora un valore, un grande valore.
Questo vostro amore è il riflesso di Dio per l’umanità. Significa non predicare ma offrire a tutti la testimonianza di chi crede e nessuno potrà pensarvi separati da Dio.
Come segno di questa particolare festa è stato portato all’altare un grande cuore con inseriti tanti cuoricini, ognuno per ogni coppia di Sposi, riportanti i loro nomi. Alla fine della celebrazione è stato posti davanti alla Madonna del Rosario assieme ad un bel mazzo di fiori dai tanti colori presenti in questa bella stagione.
Al termine della celebrazione agli Sposi è stato consegnato come dono un plaid.
Ecco il significato di questo segno apprezzato per la sua utilità e bellezza.
AMORE è CONDIVIDERE:
La condivisone è uno dei valori più importanti nel cammino di vita di ogni coppia e sappiamo che un pò di attenzione e delicatezza possono rafforzare questo legame soprattutto nei momenti difficili ….
A ricordo, allora, di questa bella ricorrenza abbiamo pensato ad una coperta, perché?
Perché una coperta protegge, riscalda, unisce…
Ecco il significato del plaid che oggi avete ricevuto con l’augurio che riusciate sempre a riscaldare i cuori l’uno dell’altro.
BUON ANNIVERSARIO!
La gioia della celebrazione è continuata in Oratorio, dove si è svolto il pranzo comunitario, segno del calore trasmesso da questa giornata che è e rimane importante nella vita di tutta la Comunità.
Invitiamo le coppie che il prossimo anno festeggeranno questa ricorrenza a tenere presente questo importante appuntamento e a fare da passaparola.
Un grazie particolare:
al Coro Cantemus Vitam, al nostro Don Guido, ai cuochi e ai volontari dell'Oratorio San Giovanni Bosco e a tutto il Gruppo Sposi, che hanno curato fin nei minimi particolari la preparazione di questa Festa.
31 ottobre 2023 A nome del Gruppo Sposi, Loriano e Antonella
Messaggio Pasquale del Vescovo Giuliano
“Che cosa cercate?” Una domanda che Gesù rivolge anche a noi in questo nostro tempo travagliato eppure esaltante. All’inizio della sua missione Gesù la rivolse a dei giovani che avevano seguito un testimone straordinario come Giovanni Battista. Ma il Battista li invitò a mettersi al seguito di Gesù e volevano conoscere dove Gesù aveva stabilito la sua casa. Una domanda con la quale oggi Gesù interpella ragazzi, adolescenti e giovani che portano nel cuore grandi desideri e li esprimono in tante forme, anche disordinate.
“Chi cercate?” Ancora la stessa domanda, ma questa volta, Gesù la rivolge alle guardie che vanno ad arrestarlo mentre si trova con i suoi amici sul colle alberato di ulivi, luogo abituale di riposo e di preghiera. Una ricerca con intenzioni cattive, che attraversa tutti i tempi fino ai nostri giorni. Come è accaduto per il vescovo Rolando Alvarez e altri due preti in Nicaragua, arrestati e tuttora in carcere, accusati falsamente – come Gesù – di essere “sobillatori del popolo” e “cospiratori” con l’intenzione di minare l’integrità nazionale.
A quella domanda giunge ora una risposta sconvolgente. La incontriamo nel racconto dell’evangelista Matteo.Egli narra che nel mattino di pasqua le donne andarono al sepolcro dove era stato deposto il corpo morto di Gesù, martoriato dalla violenza degli uomini. Giunte sul luogo della sepoltura scoprono, con loro grande stupore, che la tomba era stata aperta e quel corpo che cercavano non c’era più. Ma presso la tomba stava un angelo (un giovane afferma il vangelo di Marco) vestito di bianco che rivolge a loro tre annunci. Innanzitutto: “non lasciatevi prendere dalla paura” di non trovare più quel corpo; inoltre “io so chi voi cercate: cercate Gesù il crocifisso”; ed infine: “non è qui: è risorto come lui stesso aveva detto”. Questo triplice annuncio sconvolge la vita di quelle donne che da intimorite iniziano a gioire e corrono subito ad annunciare ai loro amici quanto stanno vivendo; in un certo senso diventano pure loro degli angeli annunciatori di vita.
Questo straordinario annuncio, “non è qui: è risorto”, sarà rivolto anche a me e a tutti coloro che prenderanno parte all’incontro delle comunità cristiane nella notte e nel giorno di pasqua. C’è un gesto che esprime in modo mirabile questo annuncio. La notte di pasqua verrà acceso un cero in mezzo ad una assemblea che si trova nelle tenebre e come un grido che squarcia la notte risuoneranno queste parole: “Cristo luce del mondo”. Alla luce di quel cero ci sarà la possibilità di accendere anche le candele che ciascuno avrà con sé. Alla luce di Cristo potremo accendere la nostra vita e il buio della notte del mondo sarà rischiarato con una nuova luce moltiplicata anche grazie alla nostra partecipazione. Chi riceve Cristo luce del mondo può diventare lui pure luce che illumina la notte. Anche noi possiamo essere come quell’angelo vestito di bianco, capaci di sconvolgere la vita di fratelli e sorelle alla ricerca della vita e di una vita buona che solo il Signore risorto è in grado di offrirci.
L’augurio è che questa pasqua trasformi la nostra vita come è accaduto alle donne presso il sepolcro di Gesù. E risvegli in noi il desiderio di essere come quell’angelo, capaci di annuncio soprattutto verso i ragazzi e gli adolescenti che in questo tempo attendono una parola di speranza. Ragazzi segnati dalla fatica di accogliere la ferita della pandemia che li ha costretti e limitare le relazioni e gli affetti in tempo – come l’adolescenza – nel quale esplode il bisogno di sprigionare energie, stringere amicizie, avere ideali grandi, voler bene dal profondo del cuore: è la loro primavera. Noi dobbiamo permettere ai nostri adolescenti di riconoscere le fragilità che portano dentro e metterci in ascolto della loro interiorità. Ha scritto nei giorni scorsi la mamma di un adolescente: “I nostri figli, sono gli invisibili di quel mondo di mezzo a cui è stato quasi proibito manifestare il proprio disagio, chiedere aiuto inducendoti alla vergogna”. Quanta verità in queste parole! Se ci mettiamo in ascolto del mondo interiore dei nostri ragazzi e adolescenti, e condividiamo le loro ferite, allora saremo capaci anche dell’annuncio pasquale: non avere paura delle tue ferite. Gesù ha sofferto sulla croce per condividere con noi ogni forma di disagio, dolore interiore, fatica di vivere. Lui può liberarci dalle nostre oscurità e ci dona la possibilità di diventare pure noi luce per gli altri.
La pasqua di quest’anno doni luce e coraggio ai tanti “angeli” che accolgono e accompagnano ragazzi e adolescenti, spesso impauriti ma “cercatori” di qualcosa e di Qualcuno. “Angeli” che dedicano tempo come educatori, capi scout, animatori, catechisti, insegnanti, allenatori: non è tempo sprecato, al contrario è un tempo benedetto. Possano con pazienza stare accanto agli adolescenti e testimoniare con la loro vita: Cristo vive, Gesù è risorto dall’infermo della violenza ingiustamente subìta ed è capace di far risorgere anche noi.
Esprimo profonda gratitudine a tutti quei giovani che stanno diffondendo la pasqua di Gesù. Qualche giorno fa mi è stato donato un piccolo mosaico – che rappresenta i cinque pani e i due pesci – costruito da giovani che in Giordania a Madaba hanno condiviso alcune settimane con i rifugiati iracheni, fuggiti dalla guerra, avviando un progetto molto bello. Madaba è nota come la “città dei mosaici”. I giovani hanno ripreso quell’antica tradizione e tessera dopo tessera stanno cercando di ricostruire il proprio futuro pieno di speranza.
Cristo vive! Cristo è risorto! Auguri a tutti.
† vescovo Giuliano
Il messaggio e le foto pubbblicate provengono dal sito della nostra Diocesi di Vicenza.
Ecco il link di collegamento all'interno del quale trovate anche il messaggio in formato video :
"Che cosa cercate?"
09 aprile 2023 Loriano
AGGIORNAMENTO APPUNTAMENTI SETTIMANA SANTA 2023
Quelli con * hanno avuto una variazione rispetto a quanto pubblicato
nel NOI3 Edizione nr. 096 - marzo 2023 uscito sabato scorso, 25 marzo 2023
(dal bollettino Parrocchiale di questa domenica 02 aprile 2023)

02 aprile 2023 Loriano con Don Guido
"Amò i suoi che erano nel mondo"
E' il titolo del fascicoletto predisposto dalla nostra Diocesi di Vicenza per questo cammino di Quaresima verso la Santa Pasqua. Propone per ogni giorno della settimana spunti di meditazione e di preghiera preparati dai Missionari e dalle Missionarie delle Diocesi di Vicenza e Rovigo che operano nei cinque continenti, mentre i commenti al Vangelo della domenica sono di Padre Ermes Ronchi.
In copertina troviamo una bella immagine di Gesù che lava i piedi ai suoi discepoli, realizzata da un artigiano Etiope.
Piene di ispirazione sono le parole di Madeleine Delbrêl (mistica e assistente sociale francese del XX secolo):
«Se dovessi scegliere una reliquia della tua Passione
prenderei proprio quel catino colmo d’acqua sporca.
Girare il mondo con quel recipiente
e ad ogni piede cingermi dell’asciugatoio
e curvarmi giù in basso,
non alzando mai la testa oltre il polpaccio
per non distinguere i nemici dagli amici
e lavare i piedi del vagabondo, dell’ateo,
del drogato, del carcerato, dell’omicida,
di chi non mi saluta più,
di quel compagno per cui non prego mai,
in silenzio,
finché tutti abbiano capito
nel mio il tuo Amore».
Madeleine Delbrêl (1904 - 1964)
Allego, a seguire, il link al pdf del sussidio:
Sussidio QUARESIMA e PASQUA 2023: Libretto per la Preghiera quotidiana
In esso trovate, oltre alla presentazione, la pagina dedicata alla raccolta “Un pane per Amor di Dio”,
e delle utili indicazioni su come “Pregare in casa, pregare nella vita .....”
Buon cammino di Quaresima
24 febbraio 2023 Loriano
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